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Tendenze

Le tendenze dell'intelligenza artificiale dal 2025 a oggi

· 5 minuti di lettura · Redazione Scrivere.AI

In breve

  • Dal 2025 si sono diffusi i modelli che ragionano prima di rispondere e gli agenti che eseguono compiti con più passaggi.
  • I modelli sono diventati multimodali e i modelli aperti hanno ridotto la distanza da quelli commerciali.
  • In Europa l'AI Act si applica a scaglioni dal 2025; in Italia è stata approvata una legge nazionale sull'AI nel settembre 2025.

Fino al 2024 il racconto dell'intelligenza artificiale ruotava quasi tutto attorno al chatbot: una finestra in cui scrivere una domanda e leggere una risposta. Dal 2025 il quadro è diventato molto più ricco. I modelli hanno imparato a ragionare più a lungo, a usare strumenti, a vedere e ascoltare; i modelli aperti hanno raggiunto una qualità sorprendente; e in Europa le regole sono passate dalla carta all'applicazione.

Questo articolo mette in fila le tendenze che hanno cambiato davvero il modo in cui aziende e persone usano l'intelligenza artificiale, e che cosa significano in pratica.

1. I modelli che ragionano prima di rispondere

Una delle novità più importanti è la diffusione dei modelli di ragionamento. Invece di generare subito la risposta, questi modelli dedicano tempo a elaborare passaggi intermedi: scompongono il problema, provano strade diverse, controllano i risultati parziali. Le prime versioni sono comparse alla fine del 2024; nel 2025 l'approccio si è esteso a gran parte dei fornitori, compresi diversi modelli aperti.

Il guadagno si vede soprattutto nei compiti con molti vincoli: matematica, programmazione, analisi di documenti complessi, pianificazione. Il prezzo è una risposta più lenta e più costosa. Per questo molti servizi oggi lasciano scegliere, o scelgono da soli, quanto "pensare" a seconda della difficoltà della domanda.

Che cosa significa per chi lo usa: per domande semplici non serve il modello più potente. Per analisi delicate conviene invece un modello di ragionamento, a cui chiedere di esplicitare criteri e passaggi.

2. Dagli assistenti agli agenti

La parola dell'anno, nel settore, è stata agente. Un agente non si limita a rispondere: riceve un obiettivo e compie una serie di azioni per raggiungerlo. Cerca informazioni, consulta file, compila moduli, scrive e prova codice, chiede conferma quando serve.

Questa evoluzione è stata resa possibile da due ingredienti. Il primo sono modelli più affidabili nell'usare strumenti esterni. Il secondo sono standard comuni per collegarli ai sistemi aziendali. Il più noto è il Model Context Protocol, uno standard aperto presentato alla fine del 2024 e adottato nel corso del 2025 da molti strumenti e fornitori, che permette di collegare un assistente a database, documenti e applicazioni in modo uniforme.

Gli agenti hanno trovato il terreno più fertile nella programmazione, dove gli assistenti per sviluppatori sono passati dal suggerire singole righe al completare attività intere, e nelle automazioni dei processi, dove si integrano con piattaforme come n8n.

Che cosa significa per chi lo usa: più autonomia vuol dire più responsabilità nel definire i permessi. Un agente va trattato come un nuovo collaboratore: accesso solo a ciò che serve, controlli sulle azioni irreversibili, registro di ciò che fa.

3. Multimodalità: testo, immagini, voce e video insieme

I modelli principali sono diventati nativamente multimodali: leggono immagini e documenti scansionati, comprendono grafici e tabelle, conversano a voce con tempi di risposta quasi naturali. La generazione di immagini ha fatto un salto di qualità nella resa del testo dentro le immagini e nella coerenza tra più scatti. La generazione video è passata da esperimento curioso a strumento usato davvero nella produzione di contenuti brevi.

Che cosa significa per chi lo usa: molte attività che richiedevano passaggi manuali, come trascrivere una riunione, estrarre dati da una fattura in PDF o descrivere un prodotto da una foto, oggi si fanno in un'unica richiesta.

4. La crescita dei modelli aperti

Accanto ai grandi modelli commerciali è cresciuto l'ecosistema dei modelli aperti, i cui pesi possono essere scaricati e fatti girare su infrastrutture proprie. Famiglie come Llama, Mistral, Qwen e DeepSeek hanno ridotto in modo marcato la distanza dai modelli chiusi, e nel 2025 anche OpenAI ha pubblicato modelli a pesi aperti.

Per le aziende questo apre una strada concreta: usare l'intelligenza artificiale senza che i dati escano dal proprio perimetro, su server propri o presso un fornitore europeo, con costi prevedibili.

Che cosa significa per chi lo usa: la scelta non è più solo "quale chatbot", ma anche "dove gira il modello". Per dati sensibili o volumi elevati, un modello aperto ben configurato è spesso la soluzione più sensata.

5. Modelli più piccoli e costi in calo

Mentre i modelli di punta diventavano più capaci, è cresciuta in parallelo una famiglia di modelli più piccoli ed efficienti, sufficienti per molti compiti quotidiani: classificare email, estrarre dati, riassumere, tradurre. Alcuni girano direttamente su computer portatili e telefoni.

Il costo per ottenere un risultato di una certa qualità è sceso sensibilmente, ed è uno dei motivi per cui l'intelligenza artificiale è entrata in tanti processi che fino a poco tempo fa non avrebbero giustificato la spesa.

Che cosa significa per chi lo usa: conviene abbinare il modello al compito. Usare sempre il più grande è come mandare un camion a consegnare una lettera.

6. Le regole: AI Act e legge italiana

Il 2025 è stato anche l'anno in cui il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, l'AI Act, ha iniziato ad applicarsi concretamente. Il regolamento è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e si applica a scaglioni. Dal 2 febbraio 2025 valgono i divieti sulle pratiche considerate inaccettabili e l'obbligo per le organizzazioni di garantire un adeguato livello di alfabetizzazione sull'AI a chi la usa. Dal 2 agosto 2025 si applicano gli obblighi per i fornitori di modelli per finalità generali.

Le scadenze per i sistemi ad alto rischio sono state oggetto di discussione e di proposte di rinvio a livello europeo: prima di pianificare un adeguamento conviene sempre verificare il calendario aggiornato.

In Italia, nel settembre 2025 è stata approvata una legge nazionale sull'intelligenza artificiale, che affianca il regolamento europeo con disposizioni su ambiti come il lavoro, le professioni, la sanità e la tutela dei minori.

Che cosa significa per chi lo usa: anche una piccola impresa che usa strumenti di AI deve sapere quali usa, per che cosa, e assicurarsi che le persone coinvolte abbiano ricevuto indicazioni adeguate. Una semplice policy interna e una formazione di base sono un buon punto di partenza.

Che cosa portarsi a casa

Queste tendenze raccontano un passaggio di fase: l'intelligenza artificiale non è più solo uno strumento per scrivere testi più in fretta, ma una componente dei processi aziendali. Per sfruttarla servono meno entusiasmo e più metodo.

  • Scegliere il modello in base al compito, non alla notorietà.
  • Collegare l'AI ai dati e agli strumenti che contano davvero, con permessi chiari.
  • Valutare dove devono stare i dati e scegliere di conseguenza tra servizi in cloud e modelli aperti.
  • Formare le persone e scrivere poche regole semplici, anche per rispettare gli obblighi normativi.

Se vuoi capire da dove cominciare nella tua realtà, leggi la nostra guida su intelligenza artificiale per le piccole imprese.

Domande frequenti

Che cos'è un modello di ragionamento?

È un modello che, prima di rispondere, elabora passaggi intermedi e verifica i risultati parziali. È più accurato su problemi complessi, ma più lento e costoso.

Che cosa sono gli agenti AI?

Sono sistemi che ricevono un obiettivo e compiono una serie di azioni per raggiungerlo, usando strumenti come ricerca, file e applicazioni, invece di limitarsi a rispondere.

Da quando si applica l'AI Act?

Il regolamento è in vigore dal 1° agosto 2024. Divieti e obbligo di alfabetizzazione si applicano dal 2 febbraio 2025, gli obblighi per i modelli per finalità generali dal 2 agosto 2025; per le altre scadenze conviene verificare il calendario aggiornato.

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