Vai al contenuto principale
Guide pratiche

Come scrivere un prompt efficace: la guida pratica

· 6 minuti di lettura · Redazione Scrivere.AI

In breve

  • Un buon prompt toglie al modello la necessità di indovinare: contesto, obiettivo, vincoli e formato.
  • Mostrare un esempio, dividere i compiti grandi e chiedere al modello di fare domande migliora subito i risultati.
  • Il primo risultato si corregge per passi, invece di riscrivere tutto da capo.

Due persone usano lo stesso assistente di intelligenza artificiale. La prima ottiene testi generici, da riscrivere quasi da capo. La seconda ottiene bozze pronte da usare con pochi ritocchi. Lo strumento è identico: cambia il modo in cui viene formulata la richiesta, cioè il prompt.

Scrivere un buon prompt non richiede competenze tecniche né formule magiche. Richiede la stessa chiarezza che useresti per affidare un lavoro a un collaboratore capace, ma che non sa nulla del tuo contesto. Questa guida raccoglie il metodo, gli esempi e gli errori più comuni.

Perché il prompt fa tutta la differenza

Un modello linguistico vede soltanto ciò che gli scrivi. Non sa chi sei, per chi lavori, che tono usa la tua azienda, che cosa è già stato fatto e che cosa considereresti un buon risultato. Quando queste informazioni mancano, il modello le sostituisce con le ipotesi più comuni, e il risultato è un testo medio: corretto, ma anonimo.

Ogni informazione utile che aggiungi riduce lo spazio delle ipotesi e avvicina la risposta a ciò che ti serve davvero. Il segreto di un buon prompt è tutto qui: togliere al modello la necessità di indovinare.

I quattro ingredienti di un prompt efficace

La maggior parte dei prompt che funzionano bene contiene, in forma più o meno esplicita, quattro elementi.

1. Il contesto

Spiega la situazione: chi sei, in che settore lavori, chi leggerà il risultato e perché ti serve. Non occorre un romanzo, bastano poche frasi concrete. "Sono il titolare di un'agenzia di viaggi di Trento, scrivo ai clienti che hanno già viaggiato con noi" dice al modello molto più di quanto sembri.

2. L'obiettivo

Indica che cosa deve produrre e che effetto deve avere. "Scrivi un'email" è un compito; "scrivi un'email che convinca i clienti a prenotare entro fine mese la gita di primavera" è un obiettivo. Con l'obiettivo chiaro il modello sceglie argomenti, tono e struttura in modo coerente.

3. I vincoli

Lunghezza, tono, cose da dire e cose da evitare. Per esempio: massimo 150 parole, tono cordiale ma non confidenziale, niente punti esclamativi, cita la scadenza del 31 marzo, non promettere sconti. I vincoli sono il modo più rapido per eliminare i difetti che altrimenti correggeresti a mano.

4. Il formato

Descrivi come vuoi ricevere il risultato: un elenco puntato, una tabella con colonne precise, un testo diviso in paragrafi con titoletti, tre varianti alternative. Il formato giusto fa risparmiare molto tempo, soprattutto quando il testo va incollato in un altro strumento.

Dal prompt generico al prompt efficace: un esempio

Ecco la differenza in pratica. Un prompt generico:

Scrivi un post per LinkedIn sulla nostra nuova assistenza clienti.

Lo stesso compito, con i quattro ingredienti:

Sono il responsabile marketing di un'azienda che vende software
gestionali alle piccole imprese. Da lunedì offriamo assistenza
telefonica anche il sabato mattina.

Scrivi un post per LinkedIn che faccia conoscere il nuovo orario
ai clienti attuali e mostri ai potenziali clienti che ci teniamo
a non lasciarli soli.

Vincoli: massimo 120 parole, tono professionale e caldo, niente
emoji, niente frasi fatte come "siamo entusiasti di annunciare".
Chiudi con un invito a salvare il numero di assistenza.

Proponi due versioni: una più istituzionale e una più personale.

Il secondo prompt richiede un minuto in più per essere scritto, ma il risultato è quasi sempre utilizzabile subito, mentre il primo produce un testo da riscrivere.

Tecniche che migliorano subito i risultati

Mostra un esempio

Se hai già un testo che ti piace, come un'email riuscita o una scheda prodotto ben scritta, incollalo e chiedi di seguirne lo stile. Gli esempi comunicano tono e struttura meglio di qualunque descrizione.

Questa tecnica è chiamata anche few-shot prompting: si forniscono uno o più esempi del risultato desiderato prima della richiesta vera e propria.

Dividi i compiti grandi

Una richiesta come "scrivimi il piano marketing dell'anno" produce un documento vago. Funziona meglio procedere per passi: prima l'analisi dei clienti, poi gli obiettivi, poi le azioni, poi il calendario. A ogni passaggio puoi correggere la rotta, e il modello lavora su un compito alla volta, con più attenzione.

Chiedi al modello di farti domande

Quando non sai bene quali informazioni fornire, aggiungi alla fine: "Prima di rispondere, fammi le domande che ti servono per fare un buon lavoro". Il modello ti indicherà le informazioni mancanti, e spesso scoprirai aspetti a cui non avevi pensato.

Separa le istruzioni dal materiale

Quando incolli un documento da elaborare, rendi evidente dove finiscono le istruzioni e dove inizia il testo. Basta una riga come "Ecco il verbale della riunione, tra le righe di trattini" e poi il documento delimitato. Così il modello non confonde il contenuto da analizzare con le richieste che gli stai facendo.

Chiedi di ragionare prima di concludere

Per problemi con più passaggi, come confrontare offerte o valutare pro e contro di una scelta, chiedi di esporre prima i criteri e il ragionamento, poi la conclusione. Il risultato è più accurato e soprattutto più facile da verificare.

Itera invece di ricominciare

Il primo risultato raramente è perfetto, ed è normale. Invece di riscrivere tutto il prompt, rispondi con correzioni precise: "Più breve", "Togli il secondo paragrafo", "Rendi il tono meno formale", "Aggiungi un esempio concreto". La conversazione è uno strumento: usala.

Gli errori più comuni

  • Dare per scontato il contesto. Il modello non sa nulla della tua azienda, a meno che tu non glielo dica.
  • Chiedere troppe cose insieme. Cinque richieste in un solo messaggio producono cinque risposte superficiali.
  • Usare istruzioni vaghe. "Fallo più bello" non dice nulla; "usa frasi più brevi e aggiungi un esempio" sì.
  • Formulare solo divieti. Dire che cosa fare funziona meglio che elencare che cosa non fare.
  • Fidarsi senza verificare. Un prompt eccellente non elimina il rischio di errori sui fatti: nomi, numeri e riferimenti vanno sempre controllati. Ne parliamo nell'articolo sulle allucinazioni dell'intelligenza artificiale.
  • Inserire dati riservati. Prima di incollare documenti aziendali, verifica che lo strumento sia adatto a trattarli.

Un modello da copiare

Quando non sai da dove partire, compila questo schema e adattalo alla situazione:

Contesto: [chi sei, settore, situazione]
Destinatario: [chi leggerà il risultato]
Obiettivo: [che cosa deve produrre e che effetto deve avere]
Vincoli: [lunghezza, tono, cose da includere o da evitare]
Formato: [elenco, tabella, email, numero di varianti]
Materiale: [testo, dati o esempio da usare, ben delimitato]
Se ti mancano informazioni, chiedimele prima di rispondere.

Alcuni esempi pronti per il lavoro quotidiano

Per riassumere un documento: "Riassumi il documento qui sotto in cinque punti per un dirigente che ha due minuti. Evidenzia decisioni da prendere e scadenze. Se un'informazione non è nel testo, non aggiungerla."

Per rispondere a un cliente: "Questo cliente si lamenta di un ritardo nella consegna. Scrivi una risposta che si scusi senza scaricare colpe, spieghi i prossimi passi e proponga un contatto telefonico. Massimo 100 parole, tono rispettoso."

Per analizzare dei dati: "Ecco le vendite mensili degli ultimi due anni in formato tabella. Individua le tre tendenze più rilevanti, spiega su quali dati si basano e indica che cosa servirebbe per confermarle."

Per preparare una riunione: "Domani presento al consiglio una proposta di investimento in un nuovo magazzino. Elenca le dieci domande più difficili che potrebbero farmi, dalla più probabile alla meno probabile."

In sintesi

Un prompt efficace è un buon brief: contesto, obiettivo, vincoli e formato. A questo si aggiungono alcune abitudini, come mostrare esempi, dividere i compiti, far porre domande al modello e correggere per passi. Bastano pochi giorni di pratica perché diventi un gesto naturale, e il tempo risparmiato si vede subito.

Domande frequenti

Quanto deve essere lungo un prompt?

Quanto serve a dare contesto, obiettivo, vincoli e formato. Spesso bastano quattro o cinque frasi; per compiti complessi conviene allegare il materiale e dividere il lavoro in più passaggi.

Che cos'è il few-shot prompting?

È la tecnica di inserire nel prompt uno o più esempi del risultato desiderato, così il modello ne imita tono e struttura.

Conviene scrivere i prompt in inglese?

Non è necessario: i modelli principali lavorano bene in italiano. Conta molto di più la chiarezza della richiesta.

Continua a leggere